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EMILIA ROMAGNA

Romagna Regione dell’Italia settentrionale che costituisce una sezione della Pianura Padana meridionale. È delimitata a nord dall’alveo del fiume Reno e dalle valli di Comacchio, a ovest e a sud dal versante nordorientale dell’Appennino tosco-emiliano, mentre a est è affacciata sul mare Adriatico. Il territorio della Romagna ha una superficie di 6350 km2 ed è suddiviso tra Emilia-Romagna (per oltre metà della sua estensione), Marche, Toscana e repubblica di San Marino.

La regione è solcata da numerosi corsi d’acqua (tra cui i fiumi Reno, Rubicone e Ronco) che scorrono in direzione nord-est verso il mare Adriatico. La costa adriatica, caratterizzata da ampi litorali sabbiosi e un clima mite di tipo marittimo, ha sviluppato un’intensa e proficua attività turistico-balneare. Di rilievo, lungo le coste, anche l’attività peschereccia. Le attività agricole (allevamento di bestiame, cereali, ortaggi, frutta) e agricole-forestali sono sviluppate prevalentemente nelle aree interne, montuose e collinari. Numerose le vie di comunicazione, stradali, ferroviarie e aeree, che collegano i principali centri: Ravenna, considerato il naturale capoluogo della regione, le rinomate cittadine situate sulla Via Emilia (Imola, Faenza, Forlì, Cesena) e le località balneari affacciate sulla costa romagnola (Cervia, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina, Rimini, Riccione, Cattolica).

Popolata anticamente da umbri ed etruschi, venne romanizzata nei primi decenni del III secolo a.C. In età romana il territorio venne incluso nell’VIII regione (Aemilia) dell’ordinamento politico-amministrativo augusteo. Alcune delle signorie indipendenti dalla Santa Sede che governarono dalla fine del XIII secolo le principali città della regione (Malatesta a Rimini, De Polenta a Ravenna, Estensi a Ferrara), vennero sottomesse al papato da Cesare Borgia, che nel 1501 venne nominato duca di Romagna. In epoca napoleonica la regione venne unita alle repubbliche Cispadana e Cisalpina. Nel 1860 venne annessa al Regno d’Italia.

Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria sono le quattro regioni in cui si dipana la Strada del Tartufo dell'Appennino Centrale: una rete di percorsi per assaporare le eccellenze gastronomiche di un ampio territorio, che vede nell'aromatico tubero uno dei suoi prodotti più preziosi. Seguiamo allora questi itinerari del gusto tra borghi e campagne, sagre e ristoranti, montagne e vallate in cui il v.r. è uno strumento privilegiato dell'andar per luoghi.
                                                                       Polvere di diamanti
Sansepolcro, Città di Castello, Bagno di Romagna, Sarsina, Urbino, Sant’Angelo in Vado. Sono solo alcuni dei circa ottanta comuni attraversati dalla Strada del Tartufo dell'Appennino Centrale, che include il territorio di undici Comunità Montane in quattro province di altrettante regioni: Forlì e Cesena a rappresentare l'Emilia Romagna, Arezzo per la Toscana, Pesaro e Urbino per le Marche, Perugia per l'Umbria. Un'ampia fascia montuosa e collinare assai piacevole da fruire turisticamente - anche e soprattutto con il v.r. - in un’ottica di ricerca delle eccellenze: la natura tranquilla e suggestiva, le città e i borghi con i loro tesori nascosti, l'artigianato di qualità, le tradizioni e, a completare il quadro, i sapori genuini e raffinati di una ricca gastronomia che ha nel tartufo uno dei suoi protagonisti.
“Massimo miracolo è la nascita e la vita di questo tubero che cresce isolato e circondato di sola terra, la secca, sabbiosa e fruttifera terra della lodatissima Africa”. Così Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia descriveva il tartufo che anche i Romani, dopo Babilonesi e Greci, apprezzavano per le indubbie qualità gastronomiche e per quelle afrodisiache, pur meno certe. Probabilmente conoscevano però solo il tipo Terfezia leonis o tartufo delle sabbie, che ancora oggi è possibile trovare in Libia ma che a quell'epoca doveva essere piuttosto diffuso lungo la fascia costiera nordafricana. Nel Medioevo si diffidava invece di questo strano prodotto del sottosuolo, sospettando che avesse proprietà venefiche e persino demoniache, mentre nel Rinascimento fu riportato in auge dai banchetti di corte. Per la sua vera consacrazione gastronomica bisogna però attendere gli ultimi due secoli, quando il tartufo è stato riconosciuto come uno dei protagonisti del sapore. Oggi conosciamo diverse specie di tartufo che si succedono durante tutto l’anno. Il Tuber magnatum pico, ovvero il tartufo bianco, matura in ottobre, più o meno nello stesso periodo del tartufo uncinato e del nero ordinario; seguono a dicembre il nero pregiato e più tardi il nero d’inverno, il moscato e il bianchetto. Nei mesi più caldi si trovano invece il tartufo estivo e il raro nero liscio.
L'Appennino Centrale è una delle zone di produzione più note e frequentate, e non è un caso se proprio qui è stata creata una rete di percorsi che si sviluppano tra vallate e borghi storici, montagne e città, conducendo il visitatore a scoprire tutti i segreti del tubero in una vasta area che comprende parte della Romagna, il Montefeltro, il Casentino, l’Alta Valle del Tevere e l’Umbria settentrionale. Grazie a un innovativo progetto del S.I.L. Appennino Centrale (un organismo inserito nell'omonimo Patto Territoriale nato per valorizzare le risorse locali), gli itinerari del tartufo costituiscono ora un autentico punto di riferimento per tutti gli appassionati di questo re della tavola, e rappresentano nel contempo una straordinaria occasione di pleinair. Seguendo l'aroma di quello che viene definito l’autentico giacimento diamantifero dell’Appennino, i percorsi comprendono ad esempio i monti Nerone e Carpegna, la riserva della Gola del Furlo, il parco del Sasso Simone e Simoncello sul versante tosco-marchigiano, mentre il parco delle Foreste Casentinesi è il cuore del tratto tosco-romagnolo. Un altro itinerario che si articola fra Toscana e Umbria è l’Anello di Marzana, attraverso un selvaggio e quasi disabitato ambiente silvestre che arriva fino alla sommità del Monte Favalto da dove, nelle giornate limpide, la vista si estende fin quasi al Lago Trasimeno. Ed ancora, i boschi della Serra di Burano che si attraversa a mezza costa nelle vicinanze degli splendidi manufatti e ponti romani della Via Flaminia. Proposte di viaggio
La Strada del Tartufo attraversa un territorio scandito da un complesso sistema di rocche, castelli, torri di avvistamento, monasteri che rievocano secoli di storia e la grande creatività letteraria, artistica e architettonica di questi luoghi. Chi ha tempo di regalarsi una vera vacanza autunnale potrà divertirsi a seguire l'itinerario per intero, ma la dimensione ideale è quella del weekend, che permette di scegliere ogni volta un comprensorio e un tema diverso alternando gli innumerevoli motivi d'interesse. Non importa da dove si comincia: ogni accesso al percorso si rivelerà prodigo di soddisfazioni, e non solo per il palato. Se siete appassionanti di castelli - oltre che di tartufi, naturalmente - potreste iniziare dalle Marche, risalendo la Valle del Foglia che si lascia poco dopo per raggiungere la Rocca di Sassocorvaro. Fatta costruire nel 1475 dal conte Ottaviano degli Ubaldini, oltre ad accorgimenti difensivi come l'elevato spessore delle mura, le caditoie e le feritoie, rappresenta il primo esempio di fortezza tondeggiante per sfuggire meglio ai colpi di bombarda, la nuova micidiale arma che cominciava ad affermarsi verso la fine del XV secolo. Monte Cerignone, che appare poco dopo il valico del Monte Fagiola, è un castello medioevale che si inerpica attorno alla fortezza, voluta nel XIII secolo dai conti di Montefeltro. La celeberrima Rocca di San Leo sorge invece su un possente masso calcareo le cui pareti perimetrali, scoscese e perpendicolari al suolo, costituiscono di per sé una fortezza naturale. Durante il Medioevo venne aspramente contesa da Bizantini, Goti, Franchi e Longobardi, mentre nel XVII secolo venne adattata a prigione nelle cui celle furono rinchiusi, fra gli altri, Cagliostro e alcuni patrioti risorgimentali. Sul versante aretino regna il possente misticismo dell'Eremo di Camaldoli, immerso nella magnificenza delle Foreste Casentinesi. Lo straordinario complesso benedettino merita una sosta che consenta una passeggiata nel bellissimo bosco di abeti che lo circonda. Poche decine di chilometri più a sud, il Santuario della Verna ha una secolare tradizione di centro di cultura in una fitta trama di rapporti artistici e scientifici. All’interno di una monumentale foresta di faggi e abeti, è visibile da tutto il Casentino e dall'Alta Valtiberina anche grazie all'inconfondibile sagoma che scende a picco su tre lati.
Ed eccoci in Umbria per una meta a misura di trekking nel Medioevo urbano: Gubbio, che nel suo centro storico raccoglie decine e decine di monumenti, vegliati dalla sagoma del Monte Ingino sulle cui pendici, tra dicembre e gennaio, splendono ogni anno le luci dell'albero di Natale più grande del mondo. Nel vicino castello di Petroia, scenario di fatti storici cruciali, nacque nel 1422 Federico di Montefeltro, alla cui famiglia e alle cui vicende la città è rimasta legata per secoli.
Storia, arte e cultura anche per una tappa in Romagna dove la città-fortezza di Terra del Sole, a pochi chilometri da Forlì, fu fondata da Cosimo I de' Medici per assolvere a funzioni amministrative, giudiziarie, militari, religiose e commerciali. Sintesi esemplare della nuova concezione urbana che si impose in Italia nel XVI secolo, era pensata non solo come fortificazione ma anche come minuscola città, simbolo del Granducato di Toscana in terra romagnola. E che dire delle tante altre mete collegate dalla Strada del Tartufo? Atlante stradale alla mano, ciascuno potrà scegliere le sue, approfittando di queste settimane d'autunno che sono particolarmente generose di appuntamenti del gusto. Da Bibbiena ad Acqualagna, da Rocca San Casciano a Gualdo Tadino, il cuore montuoso d'Italia è una splendida palestra all'aria aperta per il corpo e la mente, da percorrere in libertà seguendo l'aroma penetrante dei diamanti dell'Appennino.
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ITINERARIO 1
Parco ai Cento Laghi

Ai Cento Laghi, sull'Appennino Parmense, un rifugio accessibile e un itinerario naturalistico attrezzato per i disabili nella Torbiera di Lagdei.
Un bosco per tutti.

Boschi, foreste, aree protette: malgrado il loro fascino, questi ambienti sono ancora le mete più difficili per chi, con disabilità motorie, è alla ricerca di un angolo verde in alta quota. Un turismo normalmente fuori portata per i viaggiatori in sedia a rotelle, soprattutto se soli, con la necessità di non trovare altri ostacoli al di là di quelli imposti dalla natura: mancano purtroppo le adeguate strutture, i sentieri sono spesso inaccessibili e pochissimi gli operatori di settore in grado di offrire una vacanza confortevole e priva di inconvenienti.
Nel nostro caso, abbiamo visitato l'Emilia Romagna dove la Regione e le Province si stanno muovendo per promuovere una serie di progetti volti all’accessibilità dei parchi presenti sul territorio. In particolare ciò avviene sul versante orientale delle Foreste Casentinesi, nel Delta del Po, sul Corno alle Scale, nel Parco Fluviale del Taro e in quello dei Gessi Bolognesi: tutti sono provvisti di piccoli percorsi resi fruibili dopo aver lavorato sui dislivelli e abbattuto le barriere architettoniche, creando così tratti pianeggianti per le carrozzine. I risultati, però, non sono ancora confortanti dato che queste opere riguardano tragitti piuttosto brevi rispetto alla superficie complessiva del territorio in questione e spesso non sono accompagnate da servizi (da quelli igienici agli impianti accessibili per mangiare o dormire) tali da promuovere l’attività turistica in modo unitario e concreto.
Una piccola eccezione si trova nel Parco Regionale di Crinale Alta Val Parma e Cedra, più conosciuto con il nome di Parco dei Cento Laghi per il gran numero di pozze temporanee e torbiere che caratterizzano il comprensorio. Siamo in un'area montana che va dagli 800 ai 1.800 metri di altitudine fra i comuni di Monchio delle Corti e Corniglio, nella provincia sud-orientale di Parma.
Per visitare questo suggestivo lembo di Appennino senza problemi di mobilità il punto di arrivo è sicuramente la zona del Lagdei. Arrivati a Corniglio, dopo una tappa sul lago Gemio Inferiore nascosto nel bosco che porta all’antistante Rifugio Lagoni (questo inaccessibile), ci si può inoltrare, a pochi minuti, sul sentiero che arriva fino alla Torbiera di Lagdei: qui il rifugio Loch Alet (1.247 m), oltre ad offrire un'ottima cucina con prodotti da agricoltura biologica, ha un bagno accessibile e una camera attrezzata per chi sceglie di fermarsi a dormire, con l'avvertenza di prenotarla in anticipo. Situato ai piedi del Monte Orsaro e del Braiola, l'edificio è immerso nel verde di un bosco ricchissimi di varietà floreali e di animali selvatici, che è facile scorgere tra faggi e abeti.
A pochi metri dal rifugio si trova l'inizio di un percorso accessibile, ben curato e arricchito da cartelli esplicativi sulla storia e l’ecosistema del luogo, che permette di inoltrarsi nel folto con la carrozzina in modo autonomo. Attraverso una parte sterrata e dei robusti ponti in legno che oltrepassano i ruscelli, ci si muove in libertà per mezzo chilometro su un tragitto ad anello che ritorna allo chalet, passando per uno splendido stagno con libellule e gerridi pattinatori che si muovono sull'acqua verde smeraldo, per poi spingersi nella fitta pineta seguendo un percorso su palafitta.
Nei bacini palustri circostanti, dove l’acqua piovana non ha la possibilità di defluire in tempi rapidi, vediamo formarsi la torba, un combustibile di origine vegetale che diventa carbon fossile dopo un lungo processo di decomposizione: da qui il nome di torbiera per questo particolare ambiente naturale dove il materiale normalmente si accumula. Fra i suoi tanti impieghi scopriamo che la torba estratta dai depositi del lago di Massaciuccoli, in Toscana, combinata con le acque termali dei pozzi locali è anche un ottimo antinfiammatorio e grazie ai suoi principi miorilassanti viene usata nelle riabilitazioni motorie.
Peccato che l'itinerario finisca troppo presto, esaurendo nel giro di una ventina di minuti l’incantesimo del bosco. Subito dopo la fine dell’ultima parte in terra battuta, un cartello vicino a un piccolo ponte di pietre sconnesse indica i tempi di percorrenza dei numerosi sentieri CAI che da lì portano gli amanti dell’alpinismo fino al Lago Santo o alla Torbiera di Prato Spilla.
Ma la rinuncia forzata alle impervie arrampicate di montagna può essere mandata giù, in senso letterale, con una piacevole sosta nei ristoranti del circondario. La strada che dall’Appennino Parmense raggiunge Corniglio e prosegue nella parte alta della Val di Taro (anche a Fornovo, nel Parco Fluviale del Taro, c’è un piccolo tratto accessibile a disabili motori e ai non vedenti) è anche quella del fungo porcino di Borgotaro, uno dei percorsi più piacevoli nel novero delle strade dei vini e dei sapori che rendono questa zona una meta irrinunciabile per gli amanti della buona cucina. Siamo infatti nel luogo d’origine del Parmigiano Reggiano e del prosciutto di Parma, gioielli di una tradizione enogastronomica che garantisce esperienze all'insegna del buon gusto a ogni tipo di viaggiatore.
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ITINERARIO 2
Lago di Acqua Partita

Sorta in anni recenti, la frazione di Acquapartita è posta ai margini di un laghetto (4 ettari) sulle pendici del monte Còmero, lungo la SP. 43 che da S. Piero in Bagno conduce al monte Fumaiolo e alle Sorgenti del Tevere. E' un luogo immerso nel verde, ideale per la vacanza ed il relax, dotato di alberghi, ristoranti rinomati per funghi, tartufi e cacciagione, di negozi di alimentari, caccia e pesca, forno, macello, area pic-nic, campo da calcio, sentieri per passeggiate (trekking, mtb, equitazione) nei dintorni ricchi di boschi e pregiati castagneti. La grande qualità della fauna ittica del lago (trote lacustri e iridee-fario, lucci, carpe, black bass, salmerini...) consente tutte le tecniche di pesca in ogni stagione (a mosca, carp fishing) e vi si organizzano gare e corsi di pesca sportiva. Da giugno a settembre, il sabato mattina si svolge sulle sponde del lago il mercato settimanale. Il toponimo deriva da una storia curiosa. Fino agli inizi del Settecento v’era un lago naturale che apparteneva alla comunità e veniva dato in affitto: il conduttore aveva l'obbligo di vigilare perché non si prosciugasse o – come si diceva allora – "che l’acqua non partisse". Uno di questi, evidentemente, fece "partire l’acqua". Il lago fu ripristinato alla fine dell'Ottocento.
Altitudine 752 s.l.m.
Abitanti 186

Ufficio turistico di riferimento

Ufficio Informazioni Accoglienza Turistica - Bagno di Romagna (FC)
Via Fiorentina, 38 - BAGNO DI ROMAGNA

Come Arrivare

IN AUTO: percorrendo la A14 uscire al casello Cesena Nord e seguire poi la E/45 in direzione Roma fino all’indicazione Bagno di Romagna (48 km); da Roma si segue la A1 fino ad Orte e quindi la E/45 fino all’indicazione Bagno di Romagna (km 265). Usciti sullo svincolo, occorre prendere a destra e imboccare poco dopo il ponte sulla destra e seguire la SP. 43 per 7 km. Da Firenze si può scegliere fra: l’Autostrada del sole fino ad Arezzo, per seguitare sulla SS. 73 fino a Sansepolcro e quindi con la E/45 fino a Bagno di Romagna (km 150); oppure la via “storica”: Firenze - Pontassieve - Consuma - Bibbiena - Passo dei Mandrioli - Bagno di Romagna (km. 88). IN AUTOBUS: Da Cesena: servizio giornaliero ATR - http://www.atr.fc.it - fino a Bagno di Romagna, e poi per Acquapartita. Da Roma: collegamento feriale diretto da Roma per Bagno di Romagna dell’autolinea SULGA, con partenza da Fiumicino e dal piazzale della Stazione Tiburtina, indi servizio ATR (linea 206/218) per Acquapartita. IN TRENO: dista 51 km dalla Stazione FS di Cesena, collegata dal servizio pubblico ATR. IN AEREO: dista 67 km dall’aeroporto di Forlì, 87 km da quello di Rimini, 137 km da Bologna.
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ITINERARIO 3
Lago di Ridracoli

Il lago di Ridracoli è un lago geneticamente giovane, infatti si è formato circa 25 anni fa. E’ poco produttivo, cioè vi sono scarse concentrazioni di nutrienti nelle acque, ma l’ossigeno è sempre abbondante. Questo tipo di sistema è detto oligotrofico.
La fauna ittica del lago, pur limitata, è pregiata ed è rappresentata da salmonidi e ciprinidi. La microfauna presente nel lago si divide in planctonica e bentonica.
Il plancton è costituito dall’insieme di organismi, generalmente aventi dimensioni microscopiche e scarsa capacità di movimento, che vivono sospesi in acqua, senza avere contatti con il fondo. La fauna bentonica è costituita dagli organismi fissi o mobili che vivono sul fondo o nel sedimento o che al fondo sono legati da esigenze alimentari.
A stretto contatto con le acque del lago vivono pure gli anfibi ed alcune specie di insetti.

STRATIFICAZIONE DELLE ACQUE DEL LAGO
Le acque del lago, influenzate da temperature esterne, si stratificano andando incontro a variazioni stagionali di temperatura.
In estate, a causa del forte irraggiamento solare, l’acqua di superficie si scalda, fino a circa 24° C, e tende a formare uno strato denominato epilimnio.
Lo strato successivo, che si trova più in profondità, termoclinio, è caratterizzato da una diminuizione sensibile e costante della temperatura fino allo strato profondo, ipolimnio, dove la temperatura si stabilizza intorno ai 4°C
A queste temperature l’acqua è più densa e quindi più pesante di quella superficiale. La differenza di densità e la presenza del termoclinio, che agisce come una vera barriera, impedisce la circolazione delle acqua e lo scambio di materiali tra i due strati. La conseguenza è che le concentrazioni di ossigeno dell’ipolimnio si riducono sensibilmente per mancanza di ricircolo.
In autunno le acque superficiali tendono a raffreddarsi finchè non raggiungono una temperatura uniforme con le acque sottostanti favorendo la piena circolazione delle acque del lago.

CARATTERISTICHE DEL LAGO
Superficie dello specchio liquido 1,035 km quadrati
Profondità massima 92 mt
Volute totale dell’invaso 33,06 milioni di metri cubi

Rifugio ca' di sopra Ridracoli

Il sentiero natura più facile e conosciuto intorno al lago di Ridracoli è quello che porta al rifugio Cà di Sopra. Il percorso parte dalla diga di Ridracoli ed ha un dislivello di 150 metri circa ed una lunghezza stimata attorno ai 5/6 kms andata e ritorno. Il sentiero è facilmente percorribile ed è segnato da varie tracce che l'uomo ha lasciato, come la mulattiera, la Casetta Cà Margheritini, i muretti e la splendida vista del lago di Ridracoli e della omonima diga. Lungo il sentiero rimarrete affascinati dai numerosi scorci panoramici che si aprono sul lago e sulle foreste del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Non mancheranno sicuramente di farsi vivi gli abitanti della zona, daini, cervi, caprioli, lepri, gufi, civette.....

Il rifugio Cà di sopra presenta una unica camera e permette di soggiornare a chi vuole vivere una esperienza di forte contatto con la natura all'interno del parco nazionale stesso.
Il rifugio ha 2 piani separati: al piano terra di Cà di sopra trovate w.c., area lavaggio, un forno zona cottura ed una ampia camera. Al piano superiore oltre al w.c. ci sono 6 letti a castello per un totale di 12 posti letto.
Se pensate di passare almeno una notte quì portatevi provviste ed anche un sacco a pelo. Anche in estate può fare freddo la notte.
Il rifugio Cà di Sopra può essere raggiunto, oltre che seguendo il sentiero, anche con il battello elettrico che solca le acque del lago nel periodo estivo, ed una breve camminata.

Come raggiungere la diga

Usciti dal casello autostradale A14 di Forlì seguire indicazioni per Meldola.
Continuare in direzione S.Sofia lungo la strada Statale 310. Si supera il paese di S.Sofia in direzione Campigna e dopo 2 chilometri si devia a sinistra per Ridracoli.
Alcuni siti che calcolano il percorso vi consigliano di uscire a Cesena nord dalla A14, passare per la E45 ed uscire in località San Piero in Bagno, e poi andare a Santa Sofia. NON fatelo, la strada che va da San Piero a Santa Sofia è 15 kms di curve strettissime. Seguite il mio consiglio, anche se vi sembra più lunga (e non credo lo sia), è molto molto più comoda quella che vi ho suggerito.
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ITINERARIO 4
Bagno di Romagna

Il piccolo borgo sull'Appennino, nel cuore della Romagna-Toscana, è posto lungo l'E45, la strada a scorrimento veloce che collega Roma, la capitale, a Ravenna, la città di mare custode dei capolavori bizantini. Dista poche decine di km dalla riviera romagnola a nord e dalle città d'arte toscane - Arezzo e Firenze - a sud. Bagno di Romagna è il tempio del vivere lento. La purezza degli elementi, il calore naturale delle acque, l'intensità dei sapori, la cordialità di una piccola comunità di montagna e la qualità dei servizi, frutto di una lunga esperienza, sono le anime di una terra di incontri: con la storia del lungo legame con Firenze; con il piacere del corpo, coccolato, massaggiato, cullato dalle acque termali; con la natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e la sua rete di borghi e sentieri; con la gastronomia, quella raffinata dei grandi chef e quella conviviale delle piccole locande; con la spiritualità dei luoghi sacri che punteggiano i suoi dintorni.
Altitudine 500 s.l.m.
Abitanti 940

Approfondimenti

Notizie storiche

Ufficio turistico di riferimento

Ufficio Informazioni Accoglienza Turistica - Bagno di Romagna (FC)
Via Fiorentina, 38 - BAGNO DI ROMAGNA

Come Arrivare

IN AUTO: percorrendo la A14 uscire al casello Cesena Nord e seguire poi la E/45 in direzione Roma fino all’indicazione Bagno di Romagna (48 km). Da Roma si segue la A1 fino ad Orte e quindi la E/45 fino all’indicazione Bagno di Romagna (km 265). Da Firenze si può scegliere fra: l’Autostrada del sole fino ad Arezzo, per seguitare sulla SS. 73 fino a Sansepolcro e quindi con la E/45 fino a Bagno di Romagna (km 150); oppure la via “storica”: Firenze - Pontassieve - Consuma - Bibbiena - Passo dei Mandrioli - Bagno di Romagna (km. 88). IN AUTO: percorrendo la A14 uscire al casello Cesena Nord e seguire poi la E/45 in direzione Roma fino all’indicazione Bagno di Romagna (48 km); da Roma si segue la A1 fino ad Orte e quindi la E/45 fino all’indicazione Bagno di Romagna (km 265). Usciti sullo svincolo, occorre prendere a destra e imboccare poco dopo il ponte sulla destra e seguire la SP. 43 per 7 km. Da Firenze si può scegliere fra: l’Autostrada del sole fino ad Arezzo, per seguitare sulla SS. 73 fino a Sansepolcro e quindi con la E/45 fino a Bagno di Romagna (km 150); oppure la via “storica”: Firenze - Pontassieve - Consuma - Bibbiena - Passo dei Mandrioli - Bagno di Romagna (km. 88). IN AUTOBUS: Da Cesena: servizio giornaliero ATR - http://www.atr.fc.it - fino a Bagno di Romagna, e poi per Acquapartita. Da Roma: collegamento feriale diretto da Roma per Bagno di Romagna dell’autolinea SULGA, con partenza da Fiumicino e dal piazzale della Stazione Tiburtina. IN TRENO: dista 51 km dalla Stazione FS di Cesena, collegata dal servizio pubblico ATR. IN AEREO: dista 67 km dall’aeroporto di Forlì, 87 km da quello di Rimini, 137 km da Bologna.
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ITINERARIO 5
Da Ferrara alla Repubblica di San Marino

Il tragitto preso in considerazione in questo itinerario, percorre tutta la riviera adriatica della regione Emilia. L’itinerario parte da Ferrara e arriva San Marino, lungo questo percorso, scopriremo tutte le ricchezze di questi posti.

La parte della regione che andremo a conoscere viene comunemente chiamata Romagna. Per il sorprendente afflusso di turisti interessati alle spiagge della Riviera romagnola, l’attività turistica viene meno nelle città d’arte, nelle terme e nelle villeggiature montane.

L’itinerario comprende queste città: Ferrara, Comacchio, Ravenna, Cervia, Cesenatico, Rimini, Riccione, Cattolica e San Marino

L’itinerario parte da Ferrara, (qui si può alloggiare nel parcheggio dell’ex mercato ortofrutticolo; i servizi disponibili sono: acqua, pozzetto e illuminazione.) capoluogo di provincia, oltre ad essere la sede storica, della casata degli Estensi; è anche patria di numerosi artisti come: Leon Battista Alberti, Tasso, Ariosto, Piero della Francesca e tanti altri ancora.

Interessanti da visitare sono: la città medioevale, e l’ampliamento di questa per opera degli Estensi. Nella città medioevale, gli edifici più celebri e importanti da visitare sono: la Piazza Cattedrale, oltre ad essere la più importante piazza della città, è anche, il suo epicentro.

Conosciuta per i palazzi che vi si affacciano come: il Palazzo comunale, la Cattedrale e la torre dell’orologio. La Cattedrale è il più importante edificio religioso della città medioevale; esso è stato costruito in stile romanico, e vanta nomi di artisti notevoli, nella sua elaborazione; Leon Battista Alberti, è stato uno di questi artisti.

Nella Cattedrale, vi è ospitato, il Museo del Duomo, che espone opera, che una volta decoravano la chiesa. Il Palazzo Comunale, risalente al XIII secolo, e costruito come residenza ducale degli Estensi, vanta anche esso nomi di artisti di valore, oltre a Leon Battista Alberti, vi è un altro ferrarese, che con la sua opera, Gli orrori della Guerra, decora la sala del Plebiscito: Gaetano Previati.

Palazzo Schifanoia, costruito per opera di Pietro Benvenuti e risalente al XIV secolo, ospita attualmente, nella sala dei Mesi, il Museo civico. Palazzo Ludovico il Moro, attualmente chiuso per restauro, ospita il Museo Archeologico Nazionale, che espone materiale di ceramica della necropoli greco-etrusca. Il Corso della Giovecca, è la via più importante della città medioevale, dove vi si affacciano la palazzina Marfisa e il Palazzo Rovellara.

Per quanto riguarda l’ampliamento della città, esso ospita edifici come il Castello Estense. Questo edificio, che fu costruito in circa due secoli, mantiene attualmente il suo originario aspetto: isolato, circondato dalle acque del fossato. Sul Corso Ercole I d’Este, vi si affaccia il Palazzo dei Diamanti, edificato da Biagio Rossetti nel XVI secolo, venne denominato così, a causa del suo rivestimento bugnato a punta di diamante.

Al suo interno, nel Salone d’Onore, ospita la Pinacoteca Nazionale.
Da Ferrara si arriva a Comacchio (qui si può alloggiare presso P.R. del Delta del Po, Bagno Trocadero, via Spiaggia 39, Lido di Spina; tel.: 0533330218. Servizi disponibili: sosta gratuita per 35 mezzi, acqua, pozzetto, illuminazione, servizi igienici, con docce, bar, ombrelloni, possibilità di alloggio anche per i cani; apertura stagionale: dal 6 Aprile al 30 Settembre), è una piccola cittadina, dove una volta, prima della bonifica, passava il Po.

La caratteristica di Comacchio è la sua formazione: cittadina di isole, ponti e canali. Interessante da visitare è il Trepponti, l’Ospedale San Camillo, edificato in stile neoclassico, e il palazzo Bellini, costruito nel XIX secolo.

Da Comacchio si giunge a Ravenna (qui si può alloggiare presso: Piazza della resistenza. Servizi disponibili: sosta per 10 mezzi, acqua, pozzetto e illuminazione; altro posto per alloggiare è in via Teodorico; i servizi disponibili sono: acqua e pozzetto; altro posto per poter alloggiare è in Via Chiavica Romea, angolo via Pomposa, nel parcheggio al bordo del Parco Teodorico; servizi disponibili sono: acqua e pozzetto); è il centro italiano che stette più a contatto con la Constantinopoli bizantina, e per questo, Ravenna risulta essere il cuore di questa cultura; per cui la vicenda dell’arte, da tempo cristiana con accenni ancora classici, si elaborò nella città come se essa fosse un centro privilegiato e in contatto con la cultura orientale, nel preciso istante in cui si elaborava il canone bizantino.

Rilevanti e importanti edifici da visitare sono: Palazzo Comunale, risalente al XV secolo, si erge sulla Piazza del Popolo, che è il simbolo del centro cittadino. S. Vitale, è la basilica che meglio testimonia la religione paleocristiana; all’interno dell’edificio cristiano, è interessante osservare i mosaici che rivestono le pareti.

Mausoleo di Galla Placida, risalente al V secolo, fu eretto per volontà di Galla Placida; anche in questo edificio, notevoli sono i mosaici, che molto probabilmente sono i più antichi della città. Il Duomo, in origine, fu eretto nel V secolo, ma successivamente fu raso al suolo, intorno al XVI secolo, così che fu poi ricostruito, totalmente in stile barocco.

Sul fianco sinistro dell’edificio religioso, si erge il campanile a base cilindrica, risalente al X secolo. Battistero Neoniano, fu costruito intorno al V secolo, e decorato con mosaici divisi in tre zone separate: Battesimo di Gesù nel Giordano, gli Apostoli e figurazioni cristiane simboliche. Museo Arcivescovile, ospita numerose testimonianze e resti di tutti gli edifici religiosi presenti nella città. S. Francesco, è una basilica costruito nel V secolo, ma rimaneggiata nel X secolo, decorata con affreschi di Tullio Lombardo.

Tomba di Dante è un piccolo tempio, dove è posta la tomba del poeta; decorata con immagini dello scrittore che legge. S. Maria in Porto, è una chiesa costruita in stile tardo rinascimentale; al suo interno, essa ospita la Logetta lombardesca e la Pinacoteca comunale. S. Apollinaire Nuovo fu costruita per volontà di Teodorico intorno al V secolo, prima per gli ariani, ma in futuro, fu consacrata al culto cattolico; al suo interno troviamo che le pareti della navata sono rivestite di mosaici.

S. Giovanni Evangelista, basilica costruita nel V secolo, ha la caratteristica di avere pareti e pavimenti costruiti a mosaico. Da Ravenna si arriva a Cervia (qui si può alloggiare presso via Forlanini, nel parcheggio a pagamento delle terme), cittadina divisa in due dal canale delle Saline: da una parte vi è la zona storica della città che si sviluppa fino a raggiungere la spiaggia, dall’altra parte, si segue l’arenile, e si scorge la città giardino di inizio secolo, con una vegetazione fitte di pini marittimi.

Il centro storico è la parte della città più interessante da visitare, per la presenza della Cattedrale, del palazzo Comunale, della Chiesa di S. Antonio e per la torre di S. Michele. Inoltre, per chi ama la natura, c’è la Riserva naturale della salina di Cervia.

Da Cervia si arriva a Cesenatico (qui si può alloggiare presso: Via Mazzini, zona Ponente, tra l’ingresso del camping Cesenatico e quello del parco pubblico; servizi a pagamento sono: acqua, pozzetto, illuminazione ed elettricità. Si può alloggiare presso Via Magellano, zona Ponente; i servizi a pagamento sono: acqua, scarico acque nere e grigie, a 800 metri, convenzione con il campeggio municipale.

Si può alloggiare presso: l’Agriturismo ai Tamerici, via Mesolino 60, zona Santa Teresa; tel.: 0547672730.

Sosta per sei mezzi in piazzola attrezzata; servizi disponibili sono: acqua, elettricità e spazio tende; chiuso nei mesi di ottobre, novembre, e gennaio), città conosciuta come attivo centro di pesca, con una sviluppata attività turistico balneare. Nella cittadina si può visitare il Museo galleggiante della Marinera.

Da Cesenatico si arriva a Rimini (qui si può alloggiare presso: CPR, via Roma 86, a 500 metri dal mare e 150 metri dal centro, tel.: 054151861; servizi disponibili sono: acqua, pozzetto, illuminazione, servizi igienici, con disponibilità di alloggio anche per i cani. Si può alloggiare presso: Via G. Fantoni, traversa di via Flamnia Conca, zona ex Fiera; uscita A14 Rimini sud; i servizi disponibili sono: acqua e pozzetto), città conosciuta per l’intensa attività turistico balneare; questo è possibile grazie a una rete efficace di accoglienza dei turisti, composta da numerosi alberghi, ristoranti, locali e discoteche, per un turismo giovanile.

All’interno della città, edifici e piazze rilevanti e interessanti da visitare sono: Piazza Cavour, è il centro della cittadina, è il luogo dove si affacciano tutti gli edifici più importanti della zona, come: il Palazzo Comunale, il Palazzo dell’Arengo e il Palazzo del Podestà. La Chiesa di S. Agostino, è di costruzione romanico-gotica, eretta nel XIII secolo.

Al suo interno, vi sono numerosi affreschi di Giovanni da Rimini. Piazza Tre Martiri, è l’area dell’antico foro romano; attualmente, vi ergono: la Torre dell’orologio e il Tempietto di S. Antonio. L’Arco d’Augusto, è il più antico arco di costruzione romano, ancora rimast5o in vita. L’Anfiteatro romano, o meglio, i resti che ci pervengono, fu costruito in età adrianea con delle dimensioni imponenti, basti pensare

che poteva ospitare circa 10000 spettatori. Il Tempio Malatestiano, opera religiosa dedicata a San Francesco, è il monumento simbolo della città. Da Rimini si arriva a Riccione (qui si può alloggiare presso: Piazza I Maggio; servizi disponibili sono: acqua, pozzetto e illuminazione; apertura stagionale),è la città giardino della riviera romagnola, dove troviamo viali alberati e villette immerse nel verde della natura.

Importante centro turistico balneare, sviluppatosi alla fine del XIX secolo, attualmente Riccione, è una delle città dell’Emilia, più apprezzate dal turismo. All’interno della città, possiamo visitare il Museo del Territorio, che espone resti e testimonianze dell’età del Bronzo e del Ferro.

Da Riccione si arriva a Cattolica, è l’ultima città della regione Emilia facente parte della costiera romagnola. Anche questa città, è un centro turistico balneare importante; vanta chilometri di spiagge e numerosi stabilimenti e punti di accoglienza per i turisti. Interessante da visitare nella città è l’Antiquarium, dove vengono esposti, materiali archeologici del luogo, di origine preistorica, romana ed etrusca.

Da Cattolica si arriva all’ultima tappa dell’itinerario: San Marino, capitale della Repubblica omonima, la città è un piccolo borgo di origine medioevali, nella quale troviamo numerosi edifici interessanti da visitare: il Museo di San Francesco, che all’interno ospita una piccola Pinacoteca.

La Piazzetta del Titano, dove si affaccia il palazzo Pergami Belluzzi, che ospita il Museo di Stato. Piazza della Libertà, è il luogo dove si affaccia il palazzo del Governo. Infine, vi sono le tre Rocche dette: la prima è detta la Rocca, la seconda la Cesta e l’ultima il Montale.



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