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RAVENNA
Ravenna Città e capoluogo di provincia dell'Emilia-Romagna, situata in pianura, a sud delle Valli di Comacchio e a 8 km dal mare Adriatico, cui è collegata, dal Settecento, per mezzo del porto-canale Corsini.
Sant'Apollinare Nuovo, Ravenna Scorcio della navata centrale della chiesa di Sant'Apollinare Nuovo (VI secolo) a Ravenna. La sezione sovrastante l'architrave è decorata da un mosaico che rappresenta un lungo corteo di santi: la ripetizione delle immagini, con minime variazioni, è tipica dell'arte bizantina.
STORIA:
Palazzo di Teodorico il Grande, Ravenna Dopo la vittoria sul re germanico Odoacre, il re degli ostrogoti Teodorico costituì in Italia un regno romano-barbarico che ebbe Ravenna e Verona come sedi principali. Egli operò una politica di pacificazione tra barbari e latini e si circondò degli intellettuali più insigni dell'epoca (tra i quali il filosofo Severino Boezio e lo storico Cassiodoro) promuovendo soprattutto a Ravenna la costruzione di molti edifici, tra i quali la chiesa di Sant'Apollinare Nuovo decorata da magnifici mosaici: uno di questi, sulla parete laterale della navata centrale, raffigura la facciata del palazzo di Teodorico.
Il primo nucleo si deve a un insediamento degli umbri (anche se il nome è probabilmente di origine etrusca), sorto a scopi difensivi fra il mare, allora molto più vicino, e la laguna nell'entroterra. Nel I secolo a.C. divenne municipio romano; Augusto fondò poco più a sud la grande base navale di Classe (Classis, in latino "flotta"), che contribuì anche allo sviluppo commerciale della città. Nonostante il progressivo interramento del porto e l'impaludamento della laguna, Ravenna fu eletta nuova capitale nel 402 dall'imperatore romano d'Occidente Onorio, mentre i visigoti già avevano iniziato l'invasione della penisola italica.
Dopo la deposizione di Romolo Augustolo, avvenuta proprio a Ravenna nel 476 per mano del capo germanico Odoacre, e dopo il regno di Teodorico (493-526), la città mantenne sotto i bizantini il ruolo prima di capitale della prefettura d'Italia, quindi del solo esarcato, il quale fu dapprima conquistato nel 751 dai longobardi e quindi passò nel 756 ai franchi, entrando infine a far parte della donazione di Pipino al papa per il "Patrimonio di San Pietro". La città fu allora retta dagli arcivescovi, anche se con molti contrasti con la Chiesa di Roma, quindi secondo ordinamenti comunali; poi dal 1302 al 1441 dalla famiglia dei Da Polenta, e infine dalla Repubblica di Venezia, il cui dominio terminò nel 1509, quando Ravenna venne ceduta definitivamente allo Stato della Chiesa. In questo lungo periodo, terminato nel 1859, la città e la regione circostante declinarono, nonostante gli importanti interventi di sistemazione idraulica del territorio, soggetto a inondazioni.
URBANISTICA E LUOGHI DI INTERESSE:
Mosaici di San Vitale, Ravenna Compiuti nel 547, i mosaici della chiesa di San Vitale a Ravenna sono annoverati fra i migliori esempi dell'arte bizantina. Nella foto, un particolare del ciclo musivo dell'abside, in cui l'imperatrice Teodora, accompagnata dalla sua corte, reca in mano la coppa dorata dell'Eucaristia.
San Vitale, Ravenna Iniziata al principio del VI secolo d.C. e terminata nel 547, la basilica di San Vitale è un capolavoro dell'architettura bizantina. Lo schema di questa chiesa, e in particolare il nucleo centrale con tamburo e cupola ottagonale, influì profondamente sulle prime realizzazioni architettoniche bizantine a Costantinopoli, capitale dell'impero. All'interno, stupendi mosaici a soggetto sacro, simbolici e narrativi, tra cui è particolarmente famosa la raffigurazione dell'imperatore Giustiniano e dell'imperatrice Teodora, con i rispettivi seguiti, che recano le offerte all'altare per la consacrazione.
Sant'Apollinare in Classe, Ravenna Nella basilica di Sant'Apollinare in Classe, a Ravenna, si trova un importante ciclo musivo che risale alla metà del VI secolo. La città, che fu sede dell'Esarcato di Ravenna, ospitò a lungo maestranze bizantine, e conserva numerose testimonianze della loro arte ieratica e preziosa. I mosaici di Sant'Apollinare sono caratterizzati da ritmi solenni, accurate simmetrie e raffinato naturalismo figurativo.
Il centro storico, nel quale si riconoscono, all'interno dei moderni viali di circonvallazione, l'area della città romana a vie ortogonali (fra il vertice sud-occidentale e il Palazzo Comunale), l'addizione tardoromana avvenuta a partire dal 402 (in particolare nell'area a nord della via Cavour) e quelle ostrogota e bizantina (nella metà orientale), include quasi tutti i maggiori monumenti. Fra questi, sono tardoromani il battistero Neoniano e degli Ortodossi, del V secolo, rivestito di mosaici coevi; la basilica di San Giovanni Evangelista, nella parte est del centro, voluta da Galla Placidia, sorella di Onorio, restaurata dopo i bombardamenti aerei del 1944; il piccolo mausoleo di Galla Placidia, con i mosaici più antichi di Ravenna.
L'arte ravennate
Già negli antichi mosaici del mausoleo di Galla Placidia, databili verso la metà del V secolo, si afferma a Ravenna un gusto nuovo, meno interessato al tema classico dell’imitazione della natura e più sensibile alle raffigurazioni astratte e simboliche, al colore e alla luce. Gli sviluppi di questo gusto decorativo, bizantino, nei capitelli lavorati a traforo, nei sarcofagi marmorei, negli splendenti mosaici di Sant’Apollinare Nuovo, Sant’Apollinare in Classe e San Vitale sono l’argomento del brano seguente.
Del periodo ostrogoto-bizantino sono la chiesa di Sant'Apollinare Nuovo, eretta da Teodorico in forme basilicali, con campanile cilindrico del IX-X secolo e magnifici mosaici; il singolare mausoleo di Teodorico o Rotonda, costruito dopo il 520, con cupola in un solo blocco di roccia calcarea del diametro di circa 11 m; la chiesa di San Vitale, con pianta e cupola ottagonali, eretta fra il 528 e il 548, e dall'interno impreziosito da marmi e mosaici; la basilica di Sant'Apollinare in Classe, costruita fra il 533 e il 536, con splendidi mosaici d'epoca bizantina (VI-VII secolo), e posta non lontano dall'area archeologica di Classe, dove sono visibili ruderi dell'antico porto. Nel 1996 il complesso dei monumenti bizantini e paleocristiani di Ravenna è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.
Il mausoleo di Teodorico a Ravenna:
Edificato con blocchi di pietra d’Istria, è un’imponente costruzione a due piani che all’esterno conserva una certa pesantezza romana di volumi. L’interno è costituito da una camera cruciforme al primo piano e da una sala circolare al secondo, con il sepolcro dove era custodito il corpo del re. Il mausoleo è descritto con ricchezza di particolari nel brano della Guida Rossa Emilia-Romagna pubblicata dal Touring Club Italiano.
apri approfondimento
Il Museo nazionale espone reperti romani e paleocristiani e opere di arti minori; il Museo arcivescovile conserva, fra l'altro, la nota cattedra di Massimiano, del VI secolo, in avorio; la Pinacoteca comunale, ospitata in un ex monastero caratterizzato da una bella Loggetta lombardesca del Cinquecento, possiede varie opere di scuola romagnola. Monumenti importanti sono inoltre il Duomo (1745), in stile barocco, con ambone del VI secolo; il sepolcro settecentesco di Dante, morto esule a Ravenna nel 1321, mentre era ospite dei Da Polenta e, al vertice nord-est della cinta muraria, di cui restano alcuni segmenti, la Rocca di Brancaleone, opera veneziana del 1457-1470, che dominava la città.
RISORSE ECONOMICHE:
Ravenna è il principale mercato per i prodotti del circostante territorio agricolo e centro industriale di stabilimenti alimentari, tessili, chimici, petrolchimici; intensa è anche l'attività turistica. La provincia comprende diciotto comuni e ha un territorio pianeggiante e per circa un quinto collinare (Appennino tosco-emiliano); le principali attività sono l'agricoltura (cereali, barbabietole da zucchero, frutta, foraggi), l'allevamento di bovini e suini, l'industria alimentare e lo sfruttamento dei locali giacimenti di metano e petrolio. Diffuso è il turismo balneare.